NadiaSK
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December 30, 2009

Working in Akihabara

Filed under: Foreign events, Giappone, amicizia, cosplay, my life, work in progress — Tags: , , , , — NadiaSK @ 4:24 pm

Oggi sono stata ad Akihabara a “lavorare” sui cosplay.
Ho imparato a usare le tecniche per creare le armature con materiali diversi. Meglio dire con la tecnica dei robottoni giapponesi. E chi meglio di lui poteva insegnarmelo?

goldy.jpg

Mi ha preso a cuore e già da tempo insisteva perchè io imparassi da lui queste tecniche, spedendomi come regalo i materiali, spiegandomi i passi… Tra di noi c’è una stima reciproca come cosplayer e se io considero lui il miglior cosplayer al mondo, lui con me fa altrettanto.
Già stiamo preparando un paio di coppie insieme (il 2010 mi vedrà impegnata con più gruppi esterofili che italiani XD)
Ma niente è meglio che imparare nel laboratorio vero e proprio.
Tralasciamo la mia faccia incantata appena ho visto i suoi lavori tutti insieme e di come ogni volta mi sembrano più belli e maestosi.
Da brava studente mi sono seduta dietro un banco di scuola (sul serio), con sopra tutti gli strumenti del caso e lui davanti a me mi spiegava ogni minimo passaggio della creazione, facendolo fare direttamente a me.

Ecco mentre inizio i miei lavori:

making.jpg

making2.jpg

Ecco il mio primo risultato:

finish.jpg

Quando alla fine mi ha detto: Tu sei il Dio delle armature, mi stavo per mettere a piangere dalla felicità *_*
Le frasi hanno più valore quando a dirtelo è qualcuno che per te è il plus ultra della categoria *_*

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December 26, 2009

Dal Giappone

Filed under: Giappone, amicizia, my life, tempo libero, video — Tags: , , , , , , , — NadiaSK @ 9:25 pm

Ciao a tutti!

Inanzitutto AUGURONI di Buon Natale anche se in ritardo.

La terra del Sol Levante in inverno acquista una magia particolare. Durante il mio tragitto Tokyo-Kanazawa mi sono addormentata quasi subito. Ad un certo punto ho aperto gli occhi e dal finestrino ho ammirato una vallata innevata, con un maestoso Monte Fuji tutto bianco.
Solitamente non sono attratta dalla natura (al Gran Canyon per esempio il mio commento è stato: “Embè un ammasso di rocce rosse”). Però subisco un fascino particolare per le ambientazioni montane.
Forse perchè la vista della neve mi porta sempre bellissimi ricordi, forse perchè l’aria di montagna mi fa stare bene…. Non lo so… Ma tutte queste cose associate al Giappone mi hanno fatta emozionare come non mai.
Inoltre Kanazawa sembra quasi che il tempo si sia davvero fermato nel periodo delle geishe e dei Samurai. I quartieri a loro dedicati sono stati curati e ristrutturati senza invadere troppo la loro forma originaria e se non fosse per le poche persone che camminano nelle vie si potrebbe pensare che invece di visitare una cittadina, si sia presa una macchina del tempo.
Un’altra cosa molto bella è assistere alla fabbricazione delle foglie di oro preparate con metodi rigorosamente artigianali.
Ho mangiato l’orooooooo!!!!! Però mi è rimasta per un’ora attaccato in gola XD

kanazawa

Ad un certo punto ci siamo anche presi a pallonate di neve in mezzo alla strada *_*

kanazawa neve

Mi aspettavo una temperatura più bassa di quella italiana, invece devo dire che si sta molto molto meglio.

hachiko.jpg

Passando nuovamente da Tokyo per il compleanno dell’Imperatore abbiamo fatto una visita veloce a Shibuya (trovate il video cliccando QUI), mentre la sera siamo andati a mangiare il buonissimo shabu-shabu per poi finire la serata in un battle center di baseball (per me è una tappa fissa di quasi tutte le mie  fine serate da quando vengo in Giappone.
Il giorno dopo sono poi andata nuovamente a Hiroshima.
Ritengo che questa città sia una tappa fondamentale per chi ha la possibilità di visitare il Giappone.
E’ molto bella ed inoltre porta sulle spalle una grande triste eredità: il primo bombardamento atomico.
Sono molto sensibile sull’argomento, quasi quanto per la pena di morte. Ho deciso di non scrivere nulla a proposito, ma creare un video, perchè a volte le immagini valgono più di mille parole:


Siamo partiti poi per Hakone, altro paesaggio caratteristico ai piedi del Monte Fuji, dove abbiamo soggiornato tutti e quattro (io, MatteoSK, Gabriella ed Edo) in un Ryokan con Onsen (terme) annesse.
L’età media era di 90anni e noi ci siamo adeguati giocando tutta la nottata a carte bevendo sakè, birra e fumando come turchi.
Io volevo giocare a Mah Jong (scoprendo che qui in Giappone si dice Mahjahng), ma l’affitto aveva un prezzo esorbitante e contando che Edo e Ga non sapevano giocare e noi siamo solo agli inizi, abbiamo lasciato perdere.
Ma conto di comprarmene uno prima di tornare in Italia ù_ù
Una cosa carina da ricordare è quando ci siamo intruffolati dentro un giardino completamente buio che io ho esplorato sperando di trovare qualche fantasma o tesoro (il Goonies che è in me)
Ora siamo di nuovo a Tokyo e oggi ci siamo dati un pò allo shopping (io e Matte) e domani andremo a visitare il museo Ghibli e dato che sono le quattro passate di mattina è meglio se vado a nanna, se no domani sono uno zoombie :-P

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November 16, 2009

Pensavo Fossero Morti

Filed under: Borgo7, Giappone — Tags: , , , — Borgo7 @ 12:38 pm

Navidad TamagochiImage by fernand0 via Flickr

… e invece a quanto pare questa moda esiste ancora. Per lo meno in Giappone.

Ho dei ricordi molto antichi del Tamagochi, di quando frequentavo le elementari. Era un must avere quel cacchio di pulcino. E spuntavano anche fuori numerose copie cinesi dei più improbabili animali, dal cane alla scimmia.

Ammetto che non ero un bravo padrone, morirono tutti sommersi da un cumulo enorme di merda.

Ora mi trovo a leggere la notizia che la BANDAI fa uscire fuori una nuova serie di questi ovetti magici. Onestamente non pensavo che andassero tanto di moda… invece a quanto pare hanno anche diverse funzioni tra cui:

  • schermino LCD colorato
  • possibilità di download di accesori, oggetti rari e giochi tramite cellulare per poi trasmetterli tramite la porta a raggi infrarossi O_O

In vendita a 5040 yen (37-38 euro) a partire dal 23 Novembre.

Sono proprio curioso di vedere quanti nel popolo del Sol Levante lo compreranno, anche perchè insomma, non mi sembra poi così a buon mercato e soprattutto, nella patria di dove tutto ciò che è tecnologico che costa (relativamente) poco, spendere quasi 40 euro per una cosa così… boh… considerando che con 5000 yen possono comprarsi dei giochi per l’onnipresente DS. Staremo a vedere.

Onestamente e in tutta franchezza mi auguro che non risbarchi questa moda di nuovo anche da noi. Non vorrei mozzare le mani ai miei nipoti, per non fargli commettere l’errore mio di comprarlo e vedere il proprio esserino morire in stato di degrado cosmico.

Qualcuno se lo ricorda ancora il tamgochi? Ci avete giocato? Anche i vostri sono morti di  un attacco di diarrea?

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October 3, 2009

Le tre C per conquistare il Sol Levante

Filed under: Borgo7, Giappone — Tags: , , , — Borgo7 @ 12:13 am

Flag JapanImage by erjkprunczyk via Flickr

Riprendo in mano un articolo che avevo ritagliato dal sole 24 ore del 15 settembre. Mi avevano colpito un paio di pagine che parlavano del paese del quale, più o meno indistintamente siamo legati e ci appassiona (e io me ne sono letteralmente innamorato): il Giappone.

Il titolo è “Le tre C per fare affari nel Sol levante“, ed è firmato S.Car.

In questo articolo intervistavano Adriano Villa, il primo avvocato italiano ammesso alla pratica legale nel paese, ha presieduto la camera di commercio italiana in giappone, consulente per l’ Ashai Law Offices (maggiore studio legale del giapponese). E spiegava in modo molto chiaro e devo dire anche piuttosto semplice e capibile da tutti il (passatemi il termine) “sistema giapponese” e sulla mentalità che bisogna avere per pensare di fare un business con e in Giappone. Personalmente ho trovato molto interessante ed adattabile anche ad un concetto più vasto e non solo legato all’interesse economico.

Ripresento le tre “c” proposte, che effettivamente sono il cardine di tutto:

  • Conoscenza: riferito proprio alla cultura e alle tradizioni giapponesi. Importante se non fondamentale sapere chi abbiamo davanti, quali sono i loro modi comportarsi e di gestire le cose (in primo contatto) e anche come vivono (mi son balzate alla mente eventuali festività locali…)
  • Comunicazione: l’articolo parla chiaro, ovvero reclutare SEMPRE i migliori interpreti, anche se costosi. Non risparmiare su questo. Durante le trattative o quando si vuole esporre un concetto mai usare termini complessi ed essere molto chiari e precisi. Riporto anche un piccolo quote dell’articolo in questo punto “… il problema della comunicazione è forse uno dei maggiori ostacoli, soprattutto quando si ha a che fare con interlocutori che non hanno avuto eccessive esposizioni internazionali . Purtroppo, in non pochi casi, l’interprete giapponese può essere anche tanto timido e/o orgoglioso da non ammettere di non avere capito quanto dovrebbe tradurre, e da finir per tradurre solo più o meno quanto crede di aver capito…”. Consiglian quindi di ripetere anche il concetto più volte e chiedere se va ripetuto. Inoltre sottolineano di non fare troppo gli “amiconi”, in quanto le persone si danno del lei per rispetto anche dopo 50 anni di amicizia.
  • Contrattualistica: (questo punto è forse il solo legato prettamente al lato economico). E indica di farli scrivere in inglese per evitare problemi di interpretazione, infatti il giapponese è spesso fonte di ambiguità. Meglio una lingua neutra internazionale. NON fare contratti prolissi ma nemmeno troppo generici. In medias res, come dicevano i latini. Tuttavia i giapponesi sono abituati a contratti molto semplici, derivanti spesso dal primo punto, cioè la loro cultura e il modo di approcciarsi.

Trovai questo articolo veramente interessante, chiaro… mi piacerebbe proporvelo come ritaglio, spero prima o poi di riattivare lo scanner, ma ho qualche problema ultimamente.

Spunti di riflessione? Un miliardo. Io sono rimasto affascinato, perchè nel mio recente viaggio ho trovato tutto quanto letto e a tutt’oggi ne sono ancora innamorato, del loro modo di fare e di porsi… abbiamo tanto da imparare ma possiamo sempre dire la nostra. In fondo siamo italiani no?

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September 3, 2009

Tokyo Magnitude 8.0

Filed under: Borgo7, Giappone, manga anime — Tags: , , , , , , , , — Borgo7 @ 10:31 pm

Finalmente riesco a seguire quasi al passo questa serie piuttosto strana.Decisamente interessante l’esordio delle puntate del manga dove una scritta indica che questo anime è stato fatto basandosi su approfondite ricerche, e naturalmente gli scenari che si propongono nell’anime, poi nella realtà potranno essere differenti.Fin dal primo episodio, questo anime mi ha preso parecchio, perchè ho ritrovato dei piccoli o grandi dettagli, come nel film del post precedente, visti nel mio “recente” viaggio.Proprio come Nadia mi aveva detto “al tuo ritorno guarderai gli anime e leggerai i manga con occhi diversi“. Vero, tutto vero.Perchè c’è un profondo realismo nelle cose rappresentate, nei paesaggi, quei luoghi, quelle scritte, quei modi fare, quei cibi… è tutto così vero. E in questo anime ho ritrovato: il metodo di confezionamento dei dolcini e delle torte. Ne fui colpito quando Nadia prese un pezzo di dolce di fragole. Incartato come se fosse una torta nuziale.

Borgo, Matteo, Nadia e il GundamE Odaiba. Il quartiere dove c’è c’era la statua del Gundam, che potete vedere in foto.  Rappresentato nell’anime  (nel caso ci si fosse distratti) dalla famosa riproduzione della statua della libertà. (Foto di Matteo Arienti).

Altra cosa: la gente che si scusa se non riusciva a dare le indicazioni. Apro una piccola parentesi sulle casistiche di persone che vi possono capitare nel caso chiedeste informazioni:

Odaiba - Statua della Libertà

  • caso a) la persona non sa l’inglese e non sa il posto… si scuserà fino alla morte, facendo una X con le braccia, indicante che non sa rispondervi.
  • caso b) la persona sa un po’ l’inglese ma non sa il posto… incomincerà a cercarlo su google tramite il cellulare, e se non lo trova chiama un suo amico a casa, indicandogli il problema finchè non l’avrà risolto e vi indicherà quello che cercate (talvolta vi accompagnano anche)
  • caso c) la persona vi capisce abbastanza e sa il posto… vi indica la strada e vi accompagna lasciando perdere all’istante qualunque cosa stesse facendo in quel momento.

Titolo più che esplicito a parte, fin dal primo episodio si capisce bene di cosa si parla. Terremoti. Manco farlo apposta poco dopo che siamo tornati dal Giappone, c’è stato un terremoto a Nord di Tokyo.

Attualmente la trama è molto semplice, Mirai e Yuki (sorella e fratello) si trovano ad Odaiba a vedere una mostra di robot, nel frattempo un terremoto di scala 8 distrugge un po’ tutto (ponti, palazzi…) e si trovano a dover affrontare la strada del ritorno a casa (Setagaya) insieme ad una gentile  signora Mari.

Il bello di questo anime, come ho detto poco sopra è il realismo (o pseudo tale) che c’è, non solo nella rappresentazione dei luoghi (tra cui anche la Tokyo Tower), ma anche negli atteggiamenti e nei modi di fare dei giapponesi.

Penso che sia una serie meritevole di essere vista. Non darà spunti per cosplay, non sarà mai rappresentata da nessuno… ma son quelle serie che un po’ fanno riflettere. Anche perchè presenta delle sfaccettature sulle problematiche che possono esserci in casi drammatici come quello di un terremoto, e la prontezza degli aiuti, dei militari, di quegli accorgimenti igenici (es. un “wc” di carta portatile o bustine igeniche) che vengono attivati immediatamente.

Questo mi ha riportato alla mente la festa dei fuochi d’artificio che siamo andati a vedere il 6 agosto a Tokyo… appena arrivati nella piazzola ci hanno dato un  kit composto da: ventaglietto per il caldo, una tovaglietta 1metro  x 1 metro per sederci sul prato e 3 dico 3 sacchetti per la raccolta differenziata. Al termine dell’evento tutti quanti hanno raccolto (separata) la loro immondizia e l’hanno buttata ordinatamente nella grande area di raccolta…

Dopo quello, siamo andati a mangiarci l’okonomiyaki  … ma questa è un’altra storia che non vi è dato sapere!

Okonomiyaki

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September 2, 2009

Lost in Translation - L’amore tradotto

Lost in Translation (film)Image via Wikipedia

Avverto fin da subito che sarà uno di quei post lunghi e (forse) noiosi.

Perchè non sarà solo una recensione su questo film, ma anche un misto di ricordi personali del viaggio fatto in Giappone.

Mi era stato consigliato di guardarlo al mio ritorno dal viaggio, e così ho fatto. Un film del 2003… e solo dopo ho letto il regista, o meglio la regista: Sofia Coppola. Si esatto quella Coppola, che fece anche il film Marie Antoniette… qualcuno si ricorda questo cosplay? ^_^

Partiamo subito con il nome dei due attori protagonisti: Bill Murray (Bob Harris) e Scarlett Johansson (Charlotte).

Entrambi americani si incontrano in un hotel di lusso di Tokyo. Il primo, attore, è stato strapagato dai giapponesi per girare uno spot pubblicitario di un whisky (Santori), l’altra è moglie di un noto fotografo e l’ha accompagnato a Tokyo per un lavoro. Entrambi, insoddisfatti della loro situazione si ritrovano a frequentarsi nelle giornate e sopratutto nelle lunghe notti di Tokyo, tra luci e locali.

Il film ci presenta una chiara visione del “pianeta Giappone“.

Per chi ha avuto la fortuna di starci, è un tuffo al cuore, rivere le stesse cose. La Coppola ha fatto un lavoro eccezionale.

Tanti piccoli dettagli, che senza spoilerare troppo il film, scusatemi se accadrà, che voglio elencare e spiegare un pochino:

Iniziamo con l’aeroporto di Narita… questo da solo mi fa ricordare quanto sia stato fortunato e l’emozione di sbarcarci dopo 12/14 ore di volo. Già mi vien da lacrimare.

Luci di Tokyo

Le luci di Tokyo, una città, un paese luminoso per definizione. Tutti i palazzi, le pubblicità, i megaschermi… una sensazione strana, ma non negativa, a tratti piacevole ma confusa. (foto by Matteo Arienti).

Lo scambio dei biglietti da visita. Questa è l’usanza di cui ero a conoscenza, ma non ero preparato ad un uso così massiccio. Quando ci si presenta per la prima volta, ce lo si scambia, con un piccolo inchino. Semplice e pratico. Effettivamente non è una brutta pratica, son tornato a casa con una mazzetta di bigliettini. Mentre quelli di Nadia andavano via più del pane. Accompagnato a questa usanza nel film viene presentato anche il gesto dei doni tipici locali, lo scambio dei doni e di piccoli presenti è molto frequente e molto, molto apprezzato. Sono i piccoli gesti che fanno felici le persone… beh lì è proprio così.

Il saluto. Una scena che mi ha fatto sorridere molto, perchè provata di persona, è quando il povero Bob, dopo un viaggio USA-JAP arriva in albergo e tutto il personale lo saluta. Ma non che incontra un cameriere e dopo un po’ altri… no nello stesso piano se c’erano 10 persone tutte e 10 lo salutavano uno dopo l’altro. Ragazzi, credetemi, questa cosa accade in ogni posto: alberghi, ristoranti, negozi… ovunque ogni addetto per ogni persona saluta. Capite bene che se sei da solo e ci sono 4 commessi riesci a sopportarlo, ma già se giri con 3 persone iniziano ad essere 12 volte lo stesso medesimo saluto, che italianizzato io e Matte lo scriviamo shaimaseeee. XD

Il problema del Jet-lag. Inutile fare i supereroi, quasi tutti ce l’hanno. Anche il povero Bob. E lo si vede bene guardare la tv alle 4 di notte o rigirarsi nel letto, o stare sveglio quando in teoria si dovrebbe dormire. Diciamo che è tostarello, l’ho provato anche io… ci si abitua ma serve un po’ di tempo.

cesso tokyoI bagni e la doccia.Una cosa tra virgolette “negativa” del giappone è che ci sono i bagni negli hotel, piccolissimi (ma estremamente puliti!!!). Ora ringrazio iddio che non sono alto, e ci stavo a malapena dentro la doccia. Di bello sicuramente c’è i vetri che non si appannano, e i cessi (che non li ho notati nel film della coppola) di cui io mi sono follemente innamorato e ho fotografato tutti i cessi di tutte le stanze d’albergo che son stato. xD Inoltre l’interno delle camere dell’albergo del film della coppola mi ricordava tantissimo un albergo in cui siamo stati noi a Nagoya e anche un’altro di Tokyo. (foto by borgo7)

Il porno. Il sesso in giappone è vissuto diversamente da come lo viviamo noi. Per noi, nella maggioranza dei casi, è vissuto come una sorta di tabù, un po’ diciamo da “perbenisti”, e fa quasi specie vedere una rivista porno o un sexyshop. In giappone, almeno mi è parso così, tutto ciò che riguarda la sessualità è vissuto “normalmente” senza sciocchi preconcetti. Palese la scena nel film di un ragazzo che legge un manga hentai e a Charlotte casca l’occhio su questa cosa inusuale.

La TV giapponese. I programmi televisivi giapponesi, sono orrendi. E questo trash è presente anche nel film, più volte. A noi italiani, ci balza alla memoria il famoso programma della Gialappa’s “mai dire banzai”… beh carissimi lettori, è proprio così. Diversi programmi sono delle prove con penitenze assurde e trash… altri programmi sullo stile “discovery channel” parlano della storia del giappone. Mi sono visto, in una notte insonne un documentario sulla seconda guerra mondiale e l’impiego delle forze giapponesi e del disastro di hiroshima.

Il casino e i rumori delle sale giochi e del pachinko. Ho sempre ascoltato musica ad alto volume, ma non ero mai stato investito dal suono. Quando Nadia, mi ha fatto vedere un locale da pachinko e ha aperto la porta sono stato schiacciato dall’onda d’urto del suono… che roba. Son passati un paio di minuti prima che riprendessi l’uso dell’udito…

Il tono vocale e la parlata giapponese. Se da un lato sono rimasto colpito dalla bellezza sonora del giapponese, altrettanto lo sono stato dall’entusiasmo e dalla forza che ci mettono nell’uso dei toni vocali. Vedere giapponesi, discutere a tavola o per strada è strano. Non ero abituato a persone che sono come teatranti nel parlare e nel gesticoalre. E nel film questa cosa si vede bene, con il regista della pubblicità che parla per ore e con una enfasi tale che sembrava un discorso intenso e quando la traduttrice dice a Bob cosa voleva il regista veniva riassunto in due parole, tant’è che anche lo stesso Bob rimane stranito.

Il karaoke. Ho avuto l’occasione di frequentare anche una stanza da karaoke.  E credo che quelle pareti ne abbiano sentite di tutte. Ma penso che dopo che ci siamo stati noi abbiano messo una targhetta ricordo, sopratutto dopo l’esibizione in duetto di Nadia e Matte sulla musica della sigla di friends. Epica. Nel film, si nota anche questo aspetto, che a nessuno gliene frega se canti bene, basta che ti diverti. Bevi, canti la tua canzone, stecchi e ci si diverte assieme. Fine. Senza tanti patemi, senza esser giudicato. Io ammetto che sono entrato nello “spirito del karaoke” sul finire della serata… ma quanto ci siamo divertiti. Alla fine ho pure stonato un paio di canzoni dei Green Day in duetto con Nadia. E l’impagabile cantata sulle note di supercalifragilisticexpialidocious!

Per ultimo, ma non di importanza lo Shabu Shabu. Il piatto preferito del Matte. Non l’avevo mai mangiato prima d’ora…  ma che buono… per dirla in breve: fettine di carne sottilissime crude, che si prendono con i bastoncini e si mettono a cuocere per 5-10 secondi, in acqua riscaldata e messa a bollire precedentemente con  delle verdure. Intingerla poi nella salsa di soia… celestiale. In generale comunque il cibo giapponese è uno dei più buoni che abbia mai mangiato. Costa pochissimo, mangi tantissimo e non è pesante.

Ritornando al film che mi ha fatto venire in mente tutte queste cose (e non solo), devo dire che è stato proprio piacevole vederlo, perchè crea uno spaccato più o meno a 360 gradi (diciamo che condensare tutto “il giappone” in 90-100 minuti è impossibile) di quel paese. Se si ha una serata libera, consiglio di guardarlo. Putroppo non so dire, se a chi non ha vissuto quelle emozioni, può dirgli qualcosa o cosa possa suggergli dentro… magari fatemelo sapere voi! ^^

Io dico solo che voglio ritornarci là… e rifare tutto e di più.

Ce ne sarebbero di cose da raccontare sul giappone e sull’esperienza con gli altri amici del cosplay… chissà che non ne vengano fuori altri di post su quel viaggio? ^_^

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desing & making: Petra Lucchini